L’Ordine degli Architetti, P., P. e C. della provincia di Mantova propone ai propri Iscritti Il Girotondo delle Muse – Mostra di Architetti e Pittori della Scuola Milanese a cura di Alberto Bernardelli e Massimo Ferrari, allestimento realizzato in collaborazione con il Politecnico di Milano Polo Territoriale di Mantova e con il contributo della Fondazione Banca Agricola Mantovana presso il Museo Diocesano Francesco Gonzaga – Sala delle Colonne in Piazza Virgiliana 55 a Mantova con inaugurazione prevista per il prossimo venerdì 23 gennaio dalle ore 17.
L’ accesso alla Sala delle Colonne al piano terra del museo rimane sempre libero e gratuito nei giorni di venerdì, sabato e domenica nelle fasce orarie 10-12 e 15-18 e consentito dal 24 gennaio al 15 febbraio. In caso di interesse a visitare le restanti sale del museo al piano superiore si rende necessario acquistare il biglietto di ingresso alle relative tariffe corrispondenti.
La visita alla Mostra consente a tutti i partecipanti di vedersi riconosciuto 1 cfp valido per il triennio 2023/2025 o per il triennio 2026/2028. I cfp corrispondenti verranno registrati direttamente dalla Segreteria a chiusura della manifestazione.
Il Girotondo delle Muse – Mostra di Architetti e Pittori della Scuola Milanese è un’occasione per raccontare l’architetto come figura culturalmente complessa, che costruisce il proprio pensiero attraversando ambiti diversi, dall’ arte alla scienza, dal sapere tecnico alla riflessione umanistica. È una competenza stratificata, che si forma nel tempo e che consente di leggere lo spazio e i luoghi con uno sguardo più profondo e consapevole. Gli architetti-pittori qui riuniti mostrano come il progetto e la pratica artistica nascano da una stessa esigenza di conoscenza, da un comune bisogno di interrogare la realtà attraverso linguaggi differenti.
Questo approccio multidisciplinare appartiene alla formazione e alla responsabilità dell’architetto, inteso prima di tutto come uomo chiamato a interpretare e governare i cambiamenti rapidi del proprio tempo, dando loro forma senza subirli. In una fase storica segnata dall’avanzare potente della tecnologia, la complessità del sapere diventa uno strumento essenziale per orientare l’innovazione, mantenendo vivo il rapporto con la storia, con la natura e con l’esperienza concreta dell’abitare.
Questa postura culturale rappresenta una responsabilità pubblica e una risorsa per la società. Le arti figurative, e la pittura in particolare, offrono all’architetto uno spazio di riflessione in cui lo sguardo può rallentare e approfondire, contribuendo a una lettura più consapevole della realtà. Questa mostra ne è testimonianza, riaffermando il valore di un approccio al progetto che pone al centro la responsabilità culturale e umana dell’architetto.


